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Quando
giunsero qui dopo aver superato davvero mari e monti;
quando
giunsero in ricca processione
per
un Concilio che, speravano, avrebbe salvato il loro mondo
e
quando invece giunsero in
fuga,
portando
con sé quello che del loro mondo era rimasto,
forse
fu ogni volta questa l'immagine
che
di Firenze ebbero Greci
quando
nel '400 vennero da Costantinopoli:
quella
di una nuova Patria
che
avrebbe accolto conservato e alimentato la loro eredità,
e
l'avrebbe trasmessa, intatta e arricchita, antica e sempre vitale,
di
generazione in generazione.
Già
dalla fine del '300, e poi soprattutto in importanti e drammatici momenti
nel corso del '400, molti uomini greci – dotti, studiosi, prelati,
nobili e non – giunsero a Firenze portando con sé il più grande
patrimonio che, sapevano, sarebbe stato apprezzato: i propri libri e le
proprie conoscenze, indispensabili per poterli leggere. Ci piace pensare
che l'immagine che ebbero della nostra città sia stata proprio questa:
una nuova Patria in cui conservare e accrescere l'eredità culturale che
avevano ricevuto e che sarebbe stata trasmessa, antica e sempre vitale,
alle generazioni successive. La cupola del Brunelleschi, vista idealmente
dai Propilei di Atene, rappresenta questa eredità: la responsabilità
culturale che abbiamo nei confronti di questi antenati e dei loro e nostri
posteri.
Laura
Felici
docente
di greco e latino |